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Siglato l’accordo tra PharmaVegana, Associazione Vegani Italiani Onlus e VeganOK Network…
NASCE IN ITALIA LA RETE PHARMAVEGANA
Renata Balducci, Presidente AssoVegan:
“UN GRANDE PASSO AVANTI NEL RAPPORTO VEGANI/FARMACISTI… Finalmente una rete di farmacisti specializzati per le esigenze del mondo vegano e vegetariano”
Venerdì 9 maggio a Cosmofarma, BolognaFiere, ore 12.30 - Spazio Sitar/Pad. 21, presentazione in anteprima alla stampa e agli operatori.
VeganOK Network, punto di riferimento del mondo etico Vegan e Associazione Vegani Italiani Onlus, appoggiano la nuova rete di farmacisti specializzati per le esigenze del mondo vegetariano e vegano.
Per Renata Balducci, Presidente di AssoVegan - Associazione Vegani Italiani Onlus, non ci sono dubbi:
"Pharmavegana è l'iniziativa giusta al momento giusto, e noi l'appoggiamo in pieno. E’ un grande passo avanti per un miglior rapporto fra vegani e farmacisti."
Un commento che sintetizza l'accordo tra AssoVegan e Pharmavegana, che sarà firmato pubblicamente dal Presidente di AssoVegan, Renata Balducci, e da Pharmavegana, il 9 maggio al Cosmofarma di Fiera Bologna, alla presentazione ufficiale dell'iniziativa, alla stampa e agli operatori.
Sarà presente anche Red Canzian dei Pooh, socio onorario di AssoVegan e primo artista italiano ad aver ricevuto il prestigioso riconoscimento “VeganOK Award”.
Pharmavegana è la prima rete italiana che raggruppa i farmacisti con una Formazione specializzata e un'offerta di servizi e proposte specifica per questo settore.
L'accordo tra PharmaVegana e VeganOK prevede la collaborazione e lo scambio di visibilità attraverso gli strumenti operativi e informativi delle due realtà. L'accordo prevede inoltre l'inserimento nei corsi formativi di Pharmavegana di interventi sulle "Motivazioni etiche della scelta Vegan" tenuti da Renata Balducci, Presidente di AssoVegan.
L'accesso a Cosmofarma è riservato agli operatori del settore e alla stampa.
Info su www.pharmavegana.it dal 9 maggio.
www.pharmavegana.it
www.assovegan.it
www.veganok.com
Aromantiche Art produce candele vegan e saponi decorativi a base di olii essenziali vegetali, cera di soia senza ogm, fiori, boccioli ed erbe essiccate, e olio d'oliva. Le due artiste-artigiane che producono questi pezzi unici, personalizzati anche nei dettagli, li chiamano "creazioni artistiche consapevoli, realizzate con le mani e con il cuore.”
Aromantiche Art nasce dalla fusione tra la passione che Cecilia e Virginia hanno in comune per la natura e la creativita’ e la loro voglia di dar vita ad una realtà etica, ottenuta con materie cruelty free e allo stesso tempo unica, incantevole.
Da Pagine Vegan
Partecipa alla campagna nazionale "Adotta un'università", per distribuire migliaia di volantini "Perché vegan"!
Poche settimane fa, il 28 marzo 2014, Jon Camp ha consegnato il suo MILIONESIMO opuscolo "Perché vegan?" a una studentessa dell'Università della Georgia. Ecco la sua testimonianza: cerchiamo di trarne ispirazione, per aumentare il numero di studenti raggiunti anche qui in Italia. Non pretendiamo di arrivare a un milione, ma possiamo impegnarci tutti affinché il numero di volantini consegnati finora aumenti di diverse migliaia in questo mese, che si presta ottimamente a questa attività!
Testimonianza di Jon Camp
Dieci anni fa mi sono tuffato nel lavoro di volantinatore a tempo pieno per l'associazione Vegan Outreach. Ero convinto - e lo sono ancora oggi - che fosse un modo estremamente semplice ed efficace per ottenere dei veri risultati per tutti coloro che vivono un'esistenza straziante e spesso ignorata nella nostra società - gli animali degli allevamenti.
Venerdì scorso, all'Università della Georgia, ho consegnato a una studentessa il mio milionesimo opuscolo, assieme a una fetta di torta al cioccolato, per festeggiare.
Se anche voi pensate che questa sia una pietra miliare che val la pena celebrare, sappiate che è stato un gioco di squadra. Se mi avete ospitato a casa vostra, volantinato con me, se mi avete mandato messaggi di incoraggiamento o inviato a Vegan Outreach qualche dollaro faticosamente guadagnato, questo milionesimo opuscolo è stato consegnato anche grazie a voi.
Sono profondamente onorato di fare la mia umile parte in questo movimento, accanto a voi - amici intelligenti, gentili e generosi. Siamo dalla parte giusta della storia e, un giorno, provare un reale interesse per le condizioni di tutti gli individui senzienti, senza distinzione di specie, sarà la norma. Grazie a tutti coloro che stanno contribuendo a renderlo possibile.
E ora... verso i due milioni!
Facciamo la nostra parte anche in Italia!
L'iniziativa "Adotta un'università" è stata lanciata da Vegan Outreach negli USA nel 2003, ma si è diffusa anche in altre nazioni, come Canada e, di recente, Australia. In Italia, AgireOra Network porta avanti questa campagna dal 2007, considerandola molto utile ed efficace.
Possiamo stimare che ogni 200 opuscoli distribuiti 3 persone decidano di diventare vegan, risparmiando così la vita a oltre 4.000 animali. Non male per due ore di volantinaggio mirato!
Occorre però la partecipazione di tante persone, per continuare con questa campagna e ottenere risultati sempre migliori.
Un suggerimento in particolare per gli studenti universitari: portate sempre con voi una 50ina di pieghevoli. E' facile trovare una mezz'ora in qualche momento della giornata per distribuirli nella vostra stessa un'università (all'ingresso, all'uscita della mensa, in aula studio, ecc.).
Cosa puoi fare tu
Se anche tu vuoi fare la tua parte, ecco come procedere:
1. Richiedi i materiali
Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per richiedere i pieghevoli "Perché vegan?". Indica quanti ne vuoi e a che nome, cognome, indirizzo completo spedirli. Sono gratuiti! Conta che in un'ora una singola persona, in una università mediamente affollata, può distribuire un centinaio di volantini, perciò se, come speriamo, ti vuoi impegnare per almeno 4 ore di volantinaggio, anche in 2 mattinate diverse, richiedici almeno 400 pieghevoli. Per favore, dato l'alto costo delle spese di spedizione, non chiederci più volte piccole quantità di volantini, ma quantità maggiori in un'unica richiesta.. Decidi una data e una facoltà
Il volantinaggio si fa per conto proprio, quindi non serve trovare altri volontari. Se siete in più persone, tanto meglio, potete consegnarne più copie, ma solitamente è un'atttività che si fa per conto proprio.
3. Volantina!
Chi volantina deve ovviamente essere già vegan e deve essere pronto a rispondere a eventuali richieste di approfondimento, delucidazioni, ecc., anche se di solito le domande sono rare. La cosa più importante è consegnare il volantino, che poi lo studente leggerà con suo comodo. Occorre tenere un atteggiamento gentile ed amichevole, essere sorridenti e porgere il volantino dicendo "Prego!", non in modo meccanico.
4. Comunicaci il numero di volantini distribuiti!
E, se possibile, inviaci anche una breve testimonianza! Indicaci: dove hai volantinato, in che data, quanti pieghevoli hai distribuito e com'è andata.
Grazie!
Maggiori informazioni: Progetto Adotta un'università.
Con il nome comune di Rosa mosqueta in Cile, il più importante paese produttore mondiale di olio di Rosa mosqueta, si identificano tre specie di rose: la Rosa canina, la Rosa moschata e la Rosa rubiginosa.
In generale, la Rosa mosqueta si presenta come un arbusto molto spinoso, foglie alterne, composte da 3-7 foglioline che emanano un lieve odore di mela; i fiori sono solitari o riuniti in piccoli gruppi e presentano cinque petali liberi, bilobati, di colore rosa o bianco-rosa. Dal ricettacolo del fiore, ingrossato e divenuto carnoso, si forma un 'falso frutto' detto cinorrode (in tutte le piante, il 'vero frutto' deriva dalla trasformazione dell’ovario fiorale).
La forma, il colore e le dimensioni dei cinorrodi variano molto nelle diverse specie di rosa: possono essere verdi, arancioni, rossi e quasi neri o blu, possono avere forma allungata o sferica ed essere ricoperti o meno di sottili aculei. I cinorrodi contengono al loro interno i “veri frutti” (acheni), di colore giallo o marrone, frammisti a peli. Ogni achenio contiene un seme.
La Rosa mosqueta (abbracciando con questo termine le tre specie prima menzionate: R. canina, R. moschata e R. rubiginosa) è originaria dell’Europa centrale (Polonia, Balcani, Ungheria, Russia e Caucaso), dell’Asia occidentale e dell’Africa. E’ stata introdotta in Cile durante la conquista spagnola e attualmente la sua coltivazione copre una superficie ampia, che si estende dal livello del mare fino ai 2000 metri di altitudine.
Il Cile è stato uno dei primi paesi dove la rosa selvatica è stata coltivata in modo intensivo. Fino a pochi decenni fa, questa rosa era considerata una pianta infestante, poi si è aperto il mercato degli infusi/the di Rosa canina. La polpa del cinorrode, commestibile, ha un elevato contenuto di vitamina C ed è spesso utilizzata per la preparazione di marmellate e conserve. Le foglie e i petali vengono utilizzati per bagni e infusi dalle proprietà astringenti e rinfrescanti.
A metà degli anni 80 si è cominciato ad utilizzare i semi della rosa mosqueta (scarto della produzione delle polpe deidratate dette cascarilla) per estrarre il suo prodotto più prezioso: l’olio di Rosa mosqueta.
La produzione dell’olio ha una resa bassissima: da 1000 kg di frutti della rosa selvatica si ricavano 230 kg di semi, da cui si estraggono, con pressatura a freddo, circa10 kg di olio.
L’olio di Rosa mosqueta presenta una notevole concentrazione di antiossidanti naturali: tocoferolo (Vitamina E), carotenoidi e fitosteroli, tutte sostanze che
favoriscono la rigenerazione delle membrane cellulari dei tessuti. Gli oli di Rosa mosqueta (rose hip oils) cambiano notevolmente in qualità, secondo la metodica di estrazione e di raffinazione.
L’estrazione con solventi comporta una maggiore quantità di fenoli e una maggiore stabilità all’ossidazione. Tale metodo non è consigliato per utilizzare l’olio nella cosmetica naturale.
L’estrazione a freddo comporta un colore salmone più intenso e una maggiore percentuale di acidi grassi polinsaturi liberi, senza contenere pericolosi residui del solvente.
Dal punto di vista qualitativo l’olio di Rosa mosqueta viene classificato come:
- olio di Rosa mosqueta raffinato: estratto con solventi e raffinato con processi chimici;
- olio di Rosa mosqueta naturale: estratto per spremitura a freddo e senza alcuna raffinazione;
- olio di Rosa mosqueta biologico: estratto come il precedente e certificato.
Sono stati eseguiti molti studi, sia in istituti cileni che in altre nazioni, per comprovare l’utilità dell’olio di Rosa mosqueta sia in medicina che in cosmetica.
La prestiosa Università di Concepcìon e la Fondazione Coesam hanno messo in evidenza che l’olio di Rosa mosqueta è efficace nel trattamento di cicatrici, cheloidi, smagliature, invecchiamento prematuro dei tessuti cutanei, attenuazione delle rughe di espressione, macchie di vecchiaia, scottature e danni da esposizione al sole.
Gerardo D’Acunto - biologo
(in collaborazione con Flora)
A lanciare l'allarme il Segretario Esecutivo delle Nazioni Unite per le biodiversità, Ahmed Djoghlaf, il quale afferma che l'attrazione dei giovani per la televisione, Internet, i videogiochi e le altre forme d'intrattenimento virtuale sta rendendo sempre più difficile proteggere la biodiversità del pianeta.
Il motivo? Perché molti giovani non entrano mai in contatto con la Natura, così che non possono capire il valore della protezione degli ecosistemi e delle specie.
"I nostri figli stanno dietro solo ai loro computer, ai loro sms, ai loro videogiochi e guardano solo la televisione, vivono in un mondo virtuale e per questo hanno bisogno di ri-connettersi con la natura", ha detto Djoghlaf.
E ha anche aggiunto: "I giovani non sanno come una patata si coltiva, la vedono semplicemente come un prodotto su uno scaffale del supermercato".
Ad avvalorare questa triste tendenza alcune ricerche secondo le quali nei Paesi sviluppati il 95% dei bambini passano il loro tempo libero solo davanti alla TV o al computer, e solo un 5% lo passa all'aperto.
In buona sostanza ciò che Djoghlaf afferma è che è proprio la mancanza di educazione una delle più pericolose minacce per la conservazione del patrimonio naturale.
"Come si può proteggere qualcosa che non si conosce? Come si può proteggere qualcosa che non si è mai visto?" domanda citando un sondaggio condotto in Europa secondo il quale il 60% della popolazione non conosce il significato della parola "biodiversità".
impronta ecologica
Chili di troppo, colesterolo alto e salute del cervello in caduta libera? Puntiamo il dito sul consumo eccessivo di junk food. Secondo una recente ricerca, infatti, un’alimentazione fatta di troppo cibo spazzatura sarebbe in grado di rallentare le funzioni mentali, oltre ad essere ovviamente dannosa per la linea. A dirlo è uno studio condotto dai ricercatori della University of California di Los Angeles.
Lo studio pubblicato sulla rivista Physiology and Behavior ha dimostrato che mangiare troppo cibo spazzatura stanca il cervello fino a renderlo tremendamente pigro. Gli effetti negativi si presentano però solo in caso di consumo quotidiano, e non occasionale, di questa tipologia di alimenti, o almeno così ha spiegato Aaron P. Blaisdell, uno degli autori dello studio.
Sebbene i test siano stati condotti su topi da laboratorio sottoposti a una dieta a base di cibi raffinati e ad alto contenuto di zuccheri, quindi molto simile a quella seguita da certe persone a rischio sovrappeso, i risultati si dimostrano significativi anche per l’uomo, in quanto evidenziano i potenziali pericoli di una alimentazione ricca di cibo spazzatura.
Appena tre mesi dopo l’inizio dei primi test è stato riscontrato non solo un incremento dell’obesità nelle cavie alimentate con il junk food, ma anche una netta e inattesa diminuzione della motivazione e delle funzioni fisiche e mentali, cosa che invece non si è verificata con i topi sottoposti a un regime alimentare del tutto sano.
Al fine di valutarne i riflessi, sia fisici che mentali, le cavie sono state sottoposte ad alcune prove che prevedevano del cibo e dell’acqua come premio. Il primo gruppo, cioè quello alimentato con cibo spazzatura, manifestava difficoltà motorie, lentezza e pigrizia con un tempo medio di dieci minuti tra un test e l’altro, mentre le cavie del gruppo alimentato in maniera sana si dimostravano molto più rapide e attive e necessitavano solamente di una pausa media di cinque minuti tra i vari test. Inoltre tra i due gruppi è emersa anche un’altra differenza non certo di poco conto, poiché nei topi alimentati con cibi raffinati è stata rilevata una più alta presenza di tumori rispetto agli altri.
Insomma, secondo Aaron Blaisdell i risultati dei test avrebbero evidenziato uno stretto legame tra la dieta e le funzioni cerebrali, che potrebbero appunto uscirne danneggiate, dimostrando che le persone obese, generalmente accusate di pigrizia e svogliatezza, siano in realtà soggette a una fatica mentale e fisiologica conseguente a un’errata alimentazione.
Sulla base di quanto detto finora tenetevi dunque a debita distanza dal cibo spazzatura nel caso in cui vogliate ottenere un discreto punteggio nei test cerebrali. Noi vi abbiamo avvisato!
Milena Usai
Articolo scritto il 15-04-2014.
Il nuovo libro di Marco Bianchi, scritto a quattro mani con Mariagiovanna Luini, si propone come il proseguimento ideale de La Dieta del digiuno di Umberto Veronesi. Partendo dall'idea che digiunare per alcune ore al giorno e per un giorno alla settimana possa essere utile al nostro fisico per disintossicarsi e rigenerarsi, prevenire le malattie e dimagrire, Marco Bianchi propone la sua cucina salutare da abbinare a questa pratica, insieme a un regime di digiuno parziale e molto “diluito”, ricco di acqua e con un po’ di frutta.
Marco Bianchi si mette ai fornelli per dimostrarci come le indicazioni di Umberto Veronesi possano trasformarsi in ricette sane ed equilibrate, senza rinunciare al gusto.
Un piatto di pennette integrali con zucchine trifolate e nocciole è buonissimo e invitante, pronto in pochi minuti e contiene vitamine, fibre e tutto quel che occorre al nostro organismo. Una vellutata di carote, timo e mandorle utilizza ingredienti semplici, ha un sapore nuovo e non appesantisce. E per i più golosi non mancano i dolci: i plumcake ai frutti di bosco sono una prelibatezza, ci permettono di fare il pieno d'energia e buonumore, risparmiando sulle calorie.
Utile a chi necessita di perdere peso, questo libro è una buona guida per tutti. Alimentazione salute, infatti sono sempre più legati al benessere fisico e una dieta corretta ed equilibrata, unita a sane abitudini, è spesso in grado di scongiurare l'insorgere di gravi patologie.
Ricette della dieta del digiuno
Marco Bianchi e Mariagiovanna Luini
prefazione di Umberto Veronesi
edizioni Mondadori
| Sapevi che da Aprile 2014 i membri del mondo organico potranno avere un indirizzo internet che termina in “.bio” come www.mycompany.bio? | ||||||
| Cos’è .bio? | ||||||
| “.bio” è la nuova estensione Internet dedicata al cibo organico ed all’industria agricola. | ||||||
| Partendo dal 24 Aprile 2014, i membri del cibo organico e del settore agricolo saranno in grado di registrare indirizzi Internet come www.mybrand.bio, e raggiungeranno un audience che riconosce “.bio” come unica destinazione online per i contenuti organici. | ||||||
| Scopri di più su .bio e pre-registra il tuo nome di dominio su: | ||||||
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| Perché scegliere .bio? | ||||||
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| “.bio” è supportato dalla Federazione Internazionale dei Movimenti Agricoli Organici (IFOAM) |
“Vegetariani si può, vegetariani si deve”. Questo il motto che ispira Verso la scelta vegetariana, il nuovo libro scritto a quattro mani da Umberto Veronesi e Mario Pappagallo, giornalista scientifico del Corriere della Sera, in uscita per Giunti il 7 settembre.
Anzi, a sei mani, perché la teoria illustrata dai due autori è corredata da una sezione pratica quanto mai gustosa e invitante: le oltre 200 ricette elaborate appositamente da Carla Marchetti, cuoca e da molti anni vegetariana lei stessa.
L’invito ad avvicinarsi all’alimentazione vegetariana è, secondi gli autori, un’opzione che tutti dovrebbero considerare per migliorare la qualità della propria vita, ma anche per l’indubbia ecosostenibilità di questa che è, a tutti gli effetti, una scelta di vita.
Ne è convinto assertore il professor Veronesi, che alla luce delle sue ricerche di oncologo e della sua esperienza personale espone ragioni legate all’etica, alla difesa dell’ambiente e alla salute che spingono con decisione verso questa scelta.
Ne conforta le teorie Mario Pappagallo che, in modo scientifico ma accessibile, racconta dello stretto rapporto fra ciò che mangiamo e come stiamo, ma anche del ruolo del cibo come prevenzione di numerose malattie e, in
particolare, di molti tipi di tumore.
Per chiudere davvero in bellezza, il volume ci porta ai fornelli. Protagonisti della ricchissima sezione di ricette i cereali integrali, le verdure e la frutta, con un occhio di riguardo alle varietà, come cavoli e agrumi, ricche di antiossidanti e importanti principi antitumorali. E poi i legumi, ma anche latticini e pesce, e tanti ingredienti e ricette “alternativi”, spesso mutuati dalle cucine orientali, di lunga e antica tradizione vegetariana: dal tofu, il “formaggio” di soia, al pak choi, ortaggio tipico cinese, dalle alghe ai curry indiani.
Così, salute e gola possono finalmente andare a braccetto in questo libro che fa del bene a 360 gradi. Infatti, i
proventi del professor Veronesi derivanti dalla vendita del libro verranno devoluti ai progetti dei giovani ricercatori della Fondazione Umberto Veronesi per il Progresso delle Scienze.
Segnate in agenda! A marzo 2014 inaugura a Torino, in Via Amendola 6 d, il primo “cat cafè” italiano, MiaGola Caffè, un locale assolutamente speciale, dedicato a tutti gli amanti degli animali e dei gatti in particolare, alle famiglie, ai giovani genitori con i loro bimbi, a tutti coloro che hanno sempre desiderato avere un gatto ma non hanno mai saputo decidersi…
Dalla colazione all’aperitivo, MiaGola Caffè, proprio nel centro di Torino, sarà il locale perfetto dove trascorrere qualche momento di relax in compagnia di una colonia di 6 dolcissimi mici. Un locale assolutamente da non perdere, nato dall’amore e dal rispetto della giovane proprietaria, Andrea Levine, per i gatti.
MiaGolà Caffè sarà il luogo per incontrarsi, scambiare opinioni o rilassarsi un attimo, sarà soprattutto una meta di incontri, un locale all’interno del quale la socializzazione sarà nuovamente facile e possibile. Il tutto condito da una cucina sana e che coniugherà esperienze del territorio con esperienze internazionali perché all’amore per gli animali al MiaGola si unisce anche quello per il buon cibo.
Saranno 6 i gatti che vivranno al MiaGola Caffè tutti riscattati da vari gattili del territorio (Andrea svolge attività di volontariato presso una di queste strutture); i suoi due gatti, Muffin e Cupcake, da lì arrivano e sono stati una fonte di ispirazione del progetto. Sì perché il MiaGola Caffè è pensato per chi ama i gatti e gli animali in genere, per le famiglie, per i bambini e per tutti coloro che desiderano possedere un animale ma temono di non riuscire ad essere in grado di occuparsene o di chi, meno fortunato, non ha il posto o le possibilità economiche per mantenerlo.
MiaGola Caffè sarà il locale di tutti. E per tutti coloro che vogliono aiutare Andrea a realizzare il suo progetto, è attiva fino al 26 Febbraio una campagna di crowdfounding a questo link: www.eppela.com/ita/projects/641/miagola-caff-il-primo-cat-caff-italiano
da Associazione Vegetariana Italiana
Chi non mangia carne ha una massima di 7 mmHg più bassa e una minima di 5 mmHg inferiore
Analisi su 258 studi dagli anni ‘50 ad oggi
Rinunciare alla carne a mangiare vegetariano potrebbe aiutare gli ipertesi ad abbassare la pressione del sangue. Lo dimostra una corposa analisi su 258 ricerche che hanno studiato vegetariani e onnivori dagli anni ‘50 ad oggi (inclusi 32 studi osservazionali e sette trial controllati), diretta dai ricercatori giapponesi delle Università di Osaka e Tokyo insieme a colleghi di Washington e Pittsburgh. L’analisi è stata pubblicata su Jama Internal Medicine.
I NUMERI - Gli studi osservazionali hanno mostrato che i vegetariani avevano una pressione sistolica (massima) di 7 mmHg più bassa rispetto ai mangiatori di carne e una pressione diastolica (minima) di 5 mmHg inferiore. I partecipanti vegetariani ai trial clinici avevano invece, rispettivamente, una pressione di 5 e 2 mmHg inferiore rispetto ai non vegetariani.
FIBRE E POTASSIO - «Consumare frutta, verdura, cereali e legumi significa aumentare il contenuto di fibre e di potassio, elementi in grado di ridurre i valori sistolici e diastolici – scrivono gli autori -. Per alcune persone correggere l’alimentazione può bastare a mantenere la pressione nella norma senza ricorrere ai farmaci».
Da Associazione Vegetariana Italiana
Secondo gli scienziati, per vivere in salute e scongiurare il rischio di morte prematura basta assumere da tre a sette porzioni di frutta e verdura al giorno. La conferma della validità di una dieta vegetariana come elisir di lunga vita
Una dieta che comprenda da un minimo di 3 ad almeno 7 porzioni di verdura e frutta al giorno, riduce in modo significativo il rischio di morte prematura per tutte le cause. Foto: ©photoxpress.com/.shock
Vegetale è meglio. Lo è per molti motivi, magari ecologici ed etici, ma ancora di più perché è un bene per la salute. Se poi ci mettiamo il fatto che può ridurre in modo significativo e fino al 42% il rischio di morte prematura, la dieta vegetariana diviene una sorta di elisir di lunga vita.
Il segreto? E’ quella che si potrebbe chiamare la “Formula del 7”, ossia mangiare almeno sette porzioni di frutta e verdura al giorno.
A suggerire di favorire l’apporto di cibi vegetali nella propria dieta è uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology e Community Health, che mostra come si possa migliorare la propria salute e scongiurare il rischio di morte prematura per qualsiasi causa. E il metodo funziona alla grande, se si pensa che con 7 porzioni di vegetali al giorno il rischio si riduce di ben il 42%, mentre con 5 porzioni si ottiene una riduzione del 29%, che non è da disdegnare; anzi.
L’azione benefica dei vegetali nella dieta è emersa dopo che i ricercatori dell’University College di Londra dell'University College di Londra hanno analizzato i dati del National Health Survey UK relativi a 65.226 persone di ambo i sessi. Le informazioni raccolte vertevano, tra gli altri, sullo stile di vita, la salute e le abitudini alimentari. I dati comprendevano gli anni tra il 2001 e il 2008 e i ricercatori hanno estrapolato quelli che si riferivano a soggetti dai 35 anni in su.
Durante il periodo di monitoraggio si sono verificati 4.399 decessi, pari al 6,7% del campione. I ricercatori hanno così avuto modo di scoprire che il rischio di morte era proporzionale alla quantità di verdura e frutta mangiata giornalmente.
Nello specifico, dall’indagine è emerso che il rischio di morte prematura per qualsiasi causa si riduceva del 14% con l’assumere 1-3 porzioni di frutta o verdura al giorno; del 29% per tre o cinque porzioni; del 36% da cinque a sette e, infine, del 42% per sette o più porzioni al giorno.
A offrire il maggior effetto protettivo contro il rischio di morte erano le verdure fresche, seguite dall’insalata e dalla frutta.
«Il messaggio chiaro è che più frutta e verdura si mangia, meno è probabile che si muoia – a qualsiasi età», commenta il dott. Oyinlola Oyebode, principale autore dello studio.
Lo stesso Oyebode ha poi commentato che la dimensione dell’effetto proporzionale in base alla quantità di vegetali assunti è «sconcertante», ma che comunque mangiare anche soltanto un paio di porzioni al giorno è sempre meglio di niente, ha concluso.
Cresce, in Svezia, il numero di persone che decide di abbandonare il consumo di carne. Oggi, infatti, 1 svedese su 10 (il 10% della popolazione) si dichiara vegetariano o vegano. Un incremento del 4% negli ultimi 5 anni. Secondo un sondaggio di Djurens Rätt, la più grande organizzazione per i diritti degli animali in Scandinavia, la domanda per le opzioni di diete meat-free è aumentata a livello nazionale. Con i giovani svedesi che guidano questo cambiamento nello stile di vita. Dall’inchiesta, infatti, emerge che la più alta percentuale di vegetariani o vegani (il 17%) si ha nel gruppo d’età 15-24 anni.
Un nuovo progetto potrebbe rivoluzionare il modo in cui selezioniamo nuovi farmaci e agenti tossici. Si chiama ATHENA (Advanced Tissue-engineered Human Ectypal Network Analyzer) e consiste nella creazione di organi umani surrogati, 4 in particolare: fegato, cuore, polmone e reni, interconnessi tra loro e basati su una piattaforma miniaturizzata.
Ogni organo avrà le dimensioni di uno schermo di smartphone e l'intero "corpo" ATHENA, detto "homo minutus" potrebbe essere piazzato comodamente su una semplice scrivania. Finanziato nei prossimi 5 anni con 19 milioni di dollari dalla Defense Threat Reduction Agency, fornirà un alternativa realistica, a basso costo e rapida ai test di tossicità, offrendo una maggiore possibilità di successo alla sperimentazione clinica.
La ricercatrice Rashi Iyer, del Los Alamos National Laboratory, spiega:
"Con la creazione di un sistema dinamico che imita in modo più realistico l'ambiente fisiologico umano rispetto alle cellule umane statiche in provetta, potremo capire gli effetti chimici sugli organi umani come mai prima. L'obiettivo finale è quello di costruire un polmone che respira, un cuore che pompa, un fegato che metabolizza e un rene che espelle - tutti collegati da un'infrastruttura di tubi molto che imita il funzionamento e i collegamenti dei vasi sanguigni ai nostri organi. Se alcuni scettici potrebbero credere che sia utopia, il team è fiducioso che sia davvero realizzabile".
Se consideriamo che circa il 40 per cento dei farmaci fallisce nei test clinici, osserva Iyer, e che ci sono migliaia di sostanze chimiche i cui effetti sugli esseri umani sono semplicemente sconosciuti, è facile intuire quanto potrebbe essere importante il contributo di Athena. E sarebbero milioni e milioni, aggiungiamo noi, gli animali risparmiati da terribili sofferenze e morte.
Roberta Ragni
Gli alimenti biologici continuano a piacere agli italiani.
Secondo la ricerca, elaborata dall'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica sulla base di indagini della Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica e su rilevazioni della Ismea Gfk-Eurisko, durante il primo semestre del 2013, il comparto dei prodotti biologici è cresciuto di ben l'8,8% e questo nonostante il calo del 3,7% dei consumi alimentari convenzionali.
Un trend molto positivo che coinvolge anche l'export: il nostro Paese, infatti, a livello europeo si conferma il primo per esportazioni di alimenti biologici, nonché grande protagonista sulla scena europea e mondiale con un giro d'affari di oltre 3 miliardi di euro l'anno.
Il mercato principale resta la Germania che da noi acquista soprattutto ortofrutta (sia fresca che trasformata come, ad esempio, le conserve di pomodoro), vino, olio e altri prodotti dal forte carattere italiano come la pasta.
Molto interessante è, infine, il dato sui consumi di alimenti bio nelle nostre scuole dove le mense sostenibili sono aumentate, in cinque anni, del 50% con quasi 1,2 milioni di pasti biologici consumati annualmente.
Articolo trovato su Impronta Ecologica
Si è conclusa con un pestaggio agli animalisti, domenica pomeriggio, la permanenza del circo Millennium di Viviana Orfei a Pordenone. Sembrerebbe un vero blitz punitivo da parte dei circensi, secondo il racconto degli attivisti di Lav e Animalisti Fvg, i quali assieme a volontari indipendenti avevano portato avanti un presidio durato dodici giorni: “Sei uomini ci hanno aggrediti nel parcheggio, mentre stavamo andando via” racconta Daniela Galeota, portavoce di Amimalisti Fvg. “Hanno estratto a forza alcuni di noi dalle automobili, trascinando fuori le ragazze per i capelli. Erano inarrestabili, malgrado l’intervento di polizia e agenti della Digos. A suon di calci e pugni, cinque attivisti sono finiti in ospedale con prognosi di diversi giorni”.
Non nega l’accaduto Derek Coda Prin, giovane acrobata e direttore del Millennium: “Ho partecipato anch’io, non mi nascondo, ma ero davvero incavolato. Ci hanno insultati per giorni, ho ascoltato epiteti all’indirizzo di mia madre e di mia moglie. Di notte qualcuno lanciava sassi contro la mia roulotte: non mi sta bene che si dia noia alla mia famiglia. Inoltre, non trovo giusto che si autorizzino cordoni umani a quindici metri dalle casse del circo, gente sdraiata per terra che non fa passare gli spettatori”.
“Ma cosa dice? Siamo sempre stati fuori dalla struttura. C’è la testimonianza degli agenti della Digos, che hanno seguito ogni minuto del nostro presidio pacifico, assieme alle volanti della Polizia. La Questura, che ben conosce i nostri modi pacati, ha concesso regolare permesso” controbatte la Galeota. “Durante i giorni feriali ci siamo mantenuti a due chilometri di distanza dal tendone, limitandoci a mostrare i nostri cartelli a uno svincolo stradale”.
Nessun riferimento specifico al Millennium, spiegano gli attivisti, ma un tentativo di sensibilizzare le persone alla prospettiva del circo senza animali. Nei fine settimana, i volontari hanno invece il permesso di stanziare, a orari prestabiliti, più vicino alla tenda: “Ci siamo posizionati sul marciapiedi di fronte all’ingresso. Di lì le casse nemmeno le vedevamo. Domenica, il penultimo giorno, abbiamo chiesto agli agenti se una ragazza potesse accostarsi al pubblico in entrata per distribuire materiale informativo. Ci è stato detto sì. Subito un circense è intervenuto con fare minaccioso, la polizia ha provveduto a calmare le acque ma lui, col dito, ci da fatto segno: ‘dopo’”.
Alle 18.30 i ragazzi, trentacinque, smobilitano. Caricano nelle auto i cartelli e per uscire s’incolonnano con le altre vetture nel parcheggio. “Lì è successo l’incredibile” ricorda Daniela. “Nella prima macchina c’era uno dei nostri attivisti con la moglie. Hanno aperto lo sportello dalla parte di lei e l’hanno tirata fuori, sbattuta sull’asfalto, presa a calci. Lui si è precipitato a difenderla e gli sono saltati addosso, per poi prendersela con tutti quelli, uomini e donne, che accorrevano”.
“Siamo esasperati” asserisce Derek Coda Prin “In Italia ci saranno cento presidi animalisti fuori dai circhi. Noi non siamo aguzzini, né ladri”. Se la dinamica di quella che sembrerebbe una giustizia fai da te verrà appurata dalle autorità competenti, dispiace la totale assenza di dialogo fra una tradizione antica, valorosa come quella circense e chi chiede un rinnovamento in nome di una nuova sensibilità e una considerazione diversa nei confronti degli animali. Esemplari che oggi non vorremmo più vedere in gabbia o in pista ma negli habitat naturali o, se nati in prigionia, pensionati nei santuari e nelle oasi. Colpevoli, al solito, le istituzioni, incapaci di mediare e sostenere un cammino propositivo:
“Non vedo perché dobbiamo cambiare la nostra storia per piccoli gruppi di scalmanati. I nostri animali – noi ne abbiamo 40 – sono nati in cattività, lavorano con noi, li trattiamo bene. Casomai, avremmo bisogno di essere accolti dai comuni – in base alla legge 337 del 1968 – in aree idonee e dedicate che permettano soste e sgambamenti come si deve – Se poi mi chiede se sono vegano, no: mangio pure la carne di cavallo. Ma la maggior parte della gente la pensa come me, tant’è vero che i nostri spettacoli sono sempre pieni”.
“Tante famiglie portano ancora i bambini al circo, come pure allo zoo. Domenica, mentre venivamo malmenati, qualcuno assistendo alla scena è rimasto sconvolto. Altri ridevano” osserva Daniela. “Le stesse autorità di Pordenone non hanno interrotto lo spettacolo, ma il giorno seguente hanno permesso l’ultima replica. In ospedale sono ricoverati ragazzi con traumi cranici e lesioni di vario genere, ma poco importa: forse, per dare un segnale, qualcuno doveva lasciarci la pelle? Pazienza, noi, con le nostre semplici parole, siamo presenti per gli animali, per promuovere un messaggio, per ricordare che comunque ci siamo”.
@margdam
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Non tutti sanno che la maggior parte dei farmaci (3 su 4) nascondono diverse sostanze di origine animale al loro interno. Ecco perché sarebbe importante, soprattutto per chi è vegetariano, vegano, intollerante, allergico o segue determinati culti religiosi, avere etichette e bugiardini più chiari che rispecchino il contenuto dettagliato dei medicinali
A chiedere una maggiore chiarezza rispetto a questo argomento sono stati i medici Kinesh Patel e Kate Tathamo sul British Medical Journal dove, in un articolo da loro firmato, i due ricercatori hanno sottolineato come quasi tutti i farmaci non siano adatti ai vegetariani.
La chiarezzanon è importante solo per il consumatore finale ma anche per medici e farmacisti che, conoscendo nel dettaglio il contenuto dei medicinali, potranno consigliarli o meno a chi segue determinati regimi alimentari, a chi è allergico ma anche a chi, come ad esempio i musulmani, per motivi religiosi non assume maiale.
Tra gli ingredienti di origine animale spesso presenti nei farmaci in percentuali piccole (ma sempre troppo alte per chi ha scelto o deve eliminarli del tutto) ci sono caglio bovino, lattosio, gelatine ricavate da scarti di maiali, mucche e pesci e magnesio stereatoche la maggior parte delle volte deriva da animali.
Gli autori dell’articolo auspicano che si arrivino ad eliminare il più possibile gli ingredienti di origine animale dai farmaci, dato che comunque sarebbe molto difficile poter mettere su una sola etichetta indicazioni utili alle varie persone e alle loro diverse esigenze in fatto di ingredienti (allergie, regimi alimentari, religioni, ecc).
Un problema però si pone nel momento in cui si pensa ai costi che, cambiando alcuni ingredienti probabilmente tenderebbero a salire. I medici firmatari dell’articolo ritengono però che “sebbene gli ingredienti vegetariani possano essere più costosi di quelli prodotti con processi tradizionali, i costi potrebbero diminuire una volta ampliata la produzione. In questo modo si limiterebbe l’esposizione dei pazienti a prodotti che trovano inaccettabili”.
Francesca Biagioli
Mai più allevamenti di animali da pelliccia in uno dei Parchi Regionali fluviali della Lombardia. Nell'ultima seduta della Comunità del Parco Adda Sud,
il Sindaco di Spino d'Adda (CR), Paolo Riccaboni, ha presentato una specifica mozione per l'aggiornamento del Piano Territoriale del Parco con la messa al bando degli allevamenti di animali "da pelliccia", approvata successivamente a maggioranza.
Il divieto si affianca a quello recentemente adottato anche dal Parco del Serio, con una esplicita disposizione nel Piano delle Attività Zootecniche (articolo 15). Salgono così a 61 i Comuni lombardi,tra le province di Bergamo, Lodi e Cremona dove non sarà possibile avviare allevamenti di animali allo scopo di produrre pellicce, in quanto attività incompatibile con le finalità di tutela ambientale dei Parchi Regionali Fluviali.
"Nonostante alcuni Sindaci abbiano cercato di ostacolare l'approvazione del divieto avanzando argomentazioni a tutela degli agricoltori e del presunto loro diritto di allevare visoni, il divieto è poi stato approvato a maggioranza, facendo prevalere gli interessi della comunità del Parco e dell'ambiente a quelli dei singoli",spiega la Lav in una nota.
ETICA E NON SOLO - Non è solo una questione etica. Ogni allevamento di visoni rappresenta una potenziale fonte di fuga di animali, che poi inevitabilmente finirebbero con il popolare l'habitat in cui si vengono a trovare costituendo dunque una minaccia per la fauna locale. Il Sindaco Riccaboni ha inteso tutelare, in questo modo, l'ambiente del Parco Regionale dai pericoli di una specie alloctona potenziale "invasiva". L'allevamento di animali per la produzione di pellicce è un'attività inaccettabile per motivi ambientali anche a causa dell'inquinamento che provoca.
"La LAV ringrazia il Sindaco di Spino d'Adda, Paolo Riccaboni, per questa importante e responsabile azione, e ancora una volta rinnoviamo l'appello ai Senatori della Commissione Sanità e agli Onorevoli della Commissione Agricoltura affinché diano rapido inizio all'iter legislativo per l'approvazione della proposta di legge (S62, C288) che vieterà definitivamente questi allevamenti in tutta Italia" -dichiara Simone Pavesi, Responsabile LAV Campagna Pellicce.
Ecco l' elenco Comuni interessati dal divieto di allevamento di animali "da pelliccia":
• Parco Adda Sud (Parco Regionale fluviale e agricolo, superficie 24.260 ha, Province di Lodi e Cremona)
Abbadia Cerreto, Bertonico, Boffalora d'Adda, Camairago, Casaletto Ceredano, Castelnuovo Bocca d'Adda, Castiglione d'Adda, Cavacurta, Cavenago d'Adda, Cervignano d'Adda, Comazzo, Cornovecchio, Corte Palasio, Credera Rubbiano, Crotta d'Adda, Formigara, Galgagnano, Gombito, Lodi, Mairago, Maccastorna, Maleo, Meleti, Merlino, Montanaso Lombardo, Montodine, Moscazzano, Pizzighettone, Ripalta Arpina, Rivolta d'Adda, San Martino in Strada, Spino d'Adda, Terranova dei Passerini, Turano Lodigiano, Zelo Buon Persico.
• Parco del Serio (Parco regionale fluviale, superficie 7.750 ha, Province di Bergamo e Cremona)
Bariano, Calcinate, Casale Cremasco-Vidolasco, Castel Gabbiano, Cavernago, Cologno al Serio, Crema, Fara Olivana con Sola, Fornovo San Giovanni, Ghisalba, Grassobbio, Morengo, Martinengo, Madignano, Montodine, Mozzanica, Pianengo, Ricengo, Ripalta Arpina, Ripalta Cremasca, Ripalta Guerina, Romano di Lombardia, Seriate, Sergnano, Urgnano, Pagazzano Zanica.
Roberta Ragni
News vegane dal mondo delle vendite su larga distribuzione.
Nei supermercati COOP, catena che ormai si sta nettamente distinguendo dalle altre offrendo sempre più alimenti cruelty free ai clienti, sarebbero in arrivo tutti i prodotti di MUSCOLO DI GRANO.
Al momento il primo stand contenente questi cibi è comparso nel punto vendita di Castelfiorentino (Fi).
Come potete vedere dalla foto, sono stati esposti ben 12 tipi di Muscolo di Grano :
- Affettato Rosato- Affettato Arrosto
- Affettato Pizzotera Affumicato
- Affettato di Bresaola
- Affettato Salamella
- Affettato Roast
- Filetto
- Arrosto
- Straccetti
- Fiorentina
- Spezzatino
- Burger
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