Si è conclusa con un pestaggio agli animalisti, domenica pomeriggio, la permanenza del circo Millennium di Viviana Orfei a Pordenone. Sembrerebbe un vero blitz punitivo da parte dei circensi, secondo il racconto degli attivisti di Lav e Animalisti Fvg, i quali assieme a volontari indipendenti avevano portato avanti un presidio durato dodici giorni: “Sei uomini ci hanno aggrediti nel parcheggio, mentre stavamo andando via” racconta Daniela Galeota, portavoce di Amimalisti Fvg. “Hanno estratto a forza alcuni di noi dalle automobili, trascinando fuori le ragazze per i capelli. Erano inarrestabili, malgrado l’intervento di polizia e agenti della Digos. A suon di calci e pugni, cinque attivisti sono finiti in ospedale con prognosi di diversi giorni”.

Non nega l’accaduto Derek Coda Prin, giovane acrobata e direttore del Millennium: “Ho partecipato anch’io, non mi nascondo, ma ero davvero incavolato. Ci hanno insultati per giorni, ho ascoltato epiteti all’indirizzo di mia madre e di mia moglie. Di notte qualcuno lanciava sassi contro la mia roulotte: non mi sta bene che si dia noia alla mia famiglia. Inoltre, non trovo giusto che si autorizzino cordoni umani a quindici metri dalle casse del circo, gente sdraiata per terra che non fa passare gli spettatori”.

“Ma cosa dice? Siamo sempre stati fuori dalla struttura. C’è la testimonianza degli agenti della Digos, che hanno seguito ogni minuto del nostro presidio pacifico, assieme alle volanti della Polizia. La Questura, che ben conosce i nostri modi pacati, ha concesso regolare permesso” controbatte la Galeota. “Durante i giorni feriali ci siamo mantenuti a due chilometri di distanza dal tendone, limitandoci a mostrare i nostri cartelli a uno svincolo stradale”.

Nessun riferimento specifico al Millennium, spiegano gli attivisti, ma un tentativo di sensibilizzare le persone alla prospettiva del  circo senza animali. Nei fine settimana, i volontari hanno invece il permesso di stanziare, a orari prestabiliti, più vicino alla tenda: “Ci siamo posizionati sul marciapiedi di fronte all’ingresso. Di lì le casse nemmeno le vedevamo. Domenica, il penultimo giorno, abbiamo chiesto agli agenti se una ragazza potesse accostarsi al pubblico in entrata per distribuire materiale informativo. Ci è stato detto sì. Subito un circense è intervenuto con fare minaccioso, la polizia ha provveduto a calmare le acque ma lui, col dito, ci da fatto segno: ‘dopo’”.

Alle 18.30 i ragazzi, trentacinque, smobilitano. Caricano nelle auto i cartelli e per uscire s’incolonnano con le altre vetture nel parcheggio. “Lì è successo l’incredibile” ricorda Daniela. “Nella prima macchina c’era uno dei nostri attivisti con la moglie. Hanno aperto lo sportello dalla parte di lei e l’hanno tirata fuori, sbattuta sull’asfalto, presa a calci. Lui si è precipitato a difenderla e gli sono saltati addosso, per poi prendersela con tutti quelli, uomini e donne, che accorrevano”.

“Siamo esasperati” asserisce Derek Coda Prin “In Italia ci saranno cento presidi animalisti fuori dai circhi. Noi non siamo aguzzini, né ladri”. Se la dinamica di quella che sembrerebbe una giustizia fai da te verrà appurata dalle autorità competenti, dispiace la totale assenza di dialogo fra una tradizione antica, valorosa come quella circense e chi chiede un rinnovamento in nome di una nuova sensibilità e una considerazione diversa nei confronti degli animali. Esemplari che oggi non vorremmo più vedere in gabbia o in pista ma negli habitat naturali o, se nati in prigionia, pensionati nei santuari e nelle oasi. Colpevoli, al solito, le istituzioni, incapaci di mediare e sostenere un cammino propositivo:

“Non vedo perché dobbiamo cambiare la nostra storia per piccoli gruppi di scalmanati. I nostri animali – noi ne abbiamo 40 – sono nati in cattività, lavorano con noi, li trattiamo bene. Casomai, avremmo bisogno di essere accolti dai comuni – in base alla legge 337 del 1968 – in aree idonee e dedicate che permettano soste e sgambamenti come si deve – Se poi mi chiede se sono vegano, no: mangio pure la carne di cavallo. Ma la maggior parte della gente la pensa come me, tant’è vero che i nostri spettacoli sono sempre pieni”.

“Tante famiglie portano ancora i bambini al circo, come pure allo zoo. Domenica, mentre venivamo malmenati, qualcuno assistendo alla scena è rimasto sconvolto. Altri ridevano” osserva Daniela. “Le stesse autorità di Pordenone non hanno interrotto lo spettacolo, ma il giorno seguente hanno permesso l’ultima replica. In ospedale sono ricoverati ragazzi con traumi cranici e lesioni di vario genere, ma poco importa: forse, per dare un segnale, qualcuno doveva lasciarci la pelle? Pazienza, noi, con le nostre semplici parole, siamo presenti per gli animali, per promuovere un messaggio, per ricordare che comunque ci siamo”.

@margdam
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